Quello che "rode".

Tutto quello che "rode" della politica comunale a Perugia:

 LA POLITICA CITTADINA RINGRAZIA SEMPRE!

Ogni volta che Polizia e Carabinieri mettono a segno una vittoria sulla criminalità c'è sempre la politica comunale che ringrazia.

Sarà un modo per nascondere la propria inefficienza nella lotta alla malavita che sempre più pianta le sue radici nella città?

A lungo andare "Perugia; Social City" non può fare a meno di porsi questa domanda.

Deve essere così altrimenti non si capisce bene questo continuo incensare le Forze dell'Ordine da parte del sindaco Andrea Romizi che, con dietro (qualche volta) anche l'assessore alla sicurezza (ma quale?) Luca Merli (Lega), non solo ringrazia a nome suo ma anche a quello dei cittadini, ogni qualvolta fanno solo il loro dovere contro la criminalità che distrugge Perugia.

Politicamente, se lo fanno per far stare sempre nella cresta dell'onda i loro rispettivi partiti e loro stessi, non regge proprio!

I cittadini ormai sono abbastanza "svegli" per capire dove i politici vogliono andare a parare.

Ma poi! Comportandosi in questo modo, gli stessi personaggi politici/amministratori del Comune, non è che brillino particolarmente per ricevere una medaglia (politica) su ciò che le suddette Forze dell'Ordine fanno per il benessere di noi tutti.

Signor sindaco, l'unica cosa da fare come politica comunale, per avere un reale riconoscimento dai vostri amministrati, è quello di mettere in atto veri provvedimenti che aiutino chi si spezza in quattro per togliere di mezzo la criminalità! (Leggi qui)


 PROVE TECNICHE POLITICHE!

(per un nuovo ordinamento di comando comunale).

 A chi ha il "cannocchiale mentale" per guardare più lontano e più chiaro nelle faccende politiche della nostra città, non sarà certo sfuggito dove veramente vogliono andare a mirare questi atteggiamenti e queste dichiarazioni fatte dai responsabili comunali, provinciali e regionali del partito (forse un po troppo partito) di F.I.

E se quel cannocchiale viene ancor meglio puntato nel contesto politico amministrativo di Perugia, verrà ancora meglio compreso ciò che il futuro ci aspetta; sia a quale partito apparterrà il futuro sindaco della città e perfino quale sarà la squadra che la governerà nella prossima legislatura amministrativa!

I segnali in tal senso ci sono tutti e chiari, in quanto, da parte dell'attuale sindaco, non a caso in questi anni che sono passati della legislatura 19/24, c'è stata (e seguita ad esserci) una lenta ma costante volontà di dare in mano deleghe importantissime come la sicurezza, il verde pubblico e quante di simili si possono dare, al partito della Lega (ex Lega nord) e se due più due in matematica fa sempre quattro, la conclusione viene da se!

Vi sembra troppo? No! Per chi sa leggere tra le righe delle dichiarazioni fatte e messe in evidenza d'articolo in allegato la conclusione è logica.

Non fermatevi all'apparenza perché il vero obbiettivo è questo!

Dell'articolo in allegato leggete attentamente l'ultimo paragrafo (Partito unico) perché il vero "succo" della faccenda è solamente quello e non credete minimamente alla storiella che il "Progetto parta del basso" perché non sono questi i partiti che tengono conto del volere della gente se non rispecchia il "loro" volere"! (leggi qui)


 La politica non "biodinamica" del Comune di Perugia!

L'agricoltura"biodinamica"!

"Due parole che implicano un modo di lavorare, osservare, di vivere la terra. Una filosofia di vita per apprezzare tutta l'armonia di un campo coltivato, il succedersi delle stagioni e del tempo."

È in questo modo sommariamente che, chi pratica un certo tipo di coltura, definisce, sia filosoficamente che operativamente questo sfruttamento della terra.

Proviamo ora a trasporre gli stessi principi al fare politica.

Cosa ne verrebbe fuori?

Che la politica dovrebbe avere un comportamento che tenga conto della complessità del suo operato; aldilà dei risultati ottenuti e della strada da percorrere per ottenerli.

Operato dove, oltre le volontà di ogni ideologia politica di mera contrapposizione con le altre, venga considerato principalmente l'aspetto di una possibile armonia sociale, dalla quale il cittadino ne tragga i maggiori vantaggi a prescindere dal voto che ha intenzione di dare nell'urna elettorale!

È utopia? Forse!

Ma è per questo modo di non comportarsi che la politica ormai è vista, da chi viene amministrato, come un fatto negativo in tutte le sue forme e le sue sostanze.

Caso tipico di questo aspetto è senz'altro ciò che sta accadendo rispetto alla volontà dittatoriale della politica comunale, riguardo alla messa in opera di eventuali piste ciclabili nei confronti degli alberi che dovrebbero essere sacrificati per la loro realizzazione.

I cittadini che hanno a cuore il loro verde pubblico e che, soprattutto non sono stati minimamente interpellati in merito, si sono espressi con un comunicato che non lascia dubbi a tal proposito.

l'Associazione "Fiab Perugia Pedala" al riguardo così si esprime: "Apprendiamo con preoccupazione dell'esistenza di un progetto che, come già accaduto per il parco 'Vittime della Foibe', prevede anche nei pressi del parco 'Chico Mendez' l'abbattimento di alcuni alberi in salute per far posto a una pista ciclabile che fa parte dell'itinerario dedicato alle due ruote che dovrà unire la stazione di Fontivegge all'area di Pian di Massiano".

L'associazione seguita a mettere abbastanza bene i puntini sulle i: "Le piste ciclabili non siano un alibi per abbattere alberi in salute".

E "Perugia: Social City" aggiunge; ogni cosa che si realizza senza il placet dei cittadini, al momento opportuno sarà, politicamente, restituita con i dovuti interessi! (leggi qui)


 MINACCE DI MORTE A FONTIVEGGE?

Cattivo atteggiamento di gente che neanche dovrebbe calpestare il suolo della nostra città.

Questo è scontato e neanche ci sarebbe da spenderci una parola!

Tutti conosciamo i fatti di quella zona di Perugia e non possiamo fare altro che esternare il nostro rammarico per una quasi incapacità delle autorità comunali di porvi i dovuti rimedi, secondo le proprie competenze che la legge autorizza. Sono molti anni che ci provano senza successo!

Quello che è accaduto al residente è una cosa grave ed è un fatto che dovrebbe essere sanzionato dalle Forze dell'ordine nel modo più rapido possibile: tanto più che nell'articolo si parla di telecamere che avrebbero ripreso la scena della tentata aggressione e quindi rilevabile in modo inequivocabile.

Come si diceva, piena solidarietà al cittadino residente ma quando si parla di un "cittadino-sentinella", la questione si fa molto più complessa e fuori da qualsiasi scema che autorizzi un possibile intervento sotto questa forma.

Cosa significa essere definito "sentinella"?

Chi ha dato questa qualifica ad un cittadino qualsiasi autorizzandolo a comportarsi in tale modo avvalendosi di quella qualifica? È stata una certa parte della politica della città o questa "sentinella" agisce per conto delle autorità perché nominata dalle Forza dell'ordine per tale controllo?

Certo, un cittadino che si imbatte in certe faccende ha quasi l'obbligo, se se la sente e ne ha la forza, di far intervenire chi di dovere ma, preso come un dovere civico e non perché chiamato come "sentinella" da chissà quale presunta autorità a compiere un dovere che non è specifico di una pseudo mansione dato non si sa bene da chi e qualificato come soggetto di un non ben definito "corpo di vigilanza". (leggi qui)


 LE DENUNCE (DEI CITTADINI) NON HANNO LE GAMBE BUONE!

Tra il dire e il fare...ci sono sempre di mezzo una marea di volontà!

Le volontà dei cittadini; le volontà degli amministratori; le volontà degli uffici tecnici che dovrebbero intervenire e chi più ce ne ha più ne metta!

E quindi, soprattutto in politica, si nota la massima espressione della dicotomia su ciò che si chiede e su ciò che si ottiene e come lo si ottiene.

Il modo di far politica e la sua mal celata opportunità, specialmente quella che tocca direttamente i cittadini di qualunque città con il suo sindaco, la sua giunta e quelli che hanno la discrezionalità di fare o non fare le cose, si può trovare e capire nella normale prassi di gestione delle problematiche che riguardano la città di loro competenza.

Perugia non è una eccezione perché la sua politica comunale non è differente da qualunque altra città del nostro Paese!

Ma, se le cose vanno proprio in questo verso, non c'è proprio da meravigliarsi! Rientra perfettamente nella più assoluta normalità delle cose perché i suddetti signori amministratori, si sa, hanno in mano la bacchetta e l'orchestra la dirigono loro come, dove e quando vogliono.

D'altro cando, come potrebbero fare i cittadini, con i loro problemi da risolvere, per suonare la loro orchestra che in effetti non esiste?

Una orchestra che non ha gli strumenti non può suonare nulla e così succede ovunque!

E gli strumenti che dovrebbero possedere i cittadini, per mettere in ginocchio( politicamente) la volontà dei loro amministratori possono essere solo la capacità di organizzarsi in associazioni.

Si dirà: "Ma le associazioni dei cittadini già esistono!". Certo! Ma non basta solo esistere: bisogna vedere anche a quale "parrocchia" politica appartengono in che modo e in quale sostanza dicono di essere a favore dei cittadini e di perorare le richieste degli stessi! (leggi qui)


 NO ALLA CHIUSURA DEL DORMITORIO!

Ieri, domenica 23 maggio, alcuni ospiti del Cva dei rimbocchi hanno manifestato il loro disappunto per la chiusura della struttura che li ha ospitati fino a che il sindaco non ha deciso di far venire meno questo benessere per i suoi cittadini senza tetto.

La ragioni di questa decisione da parte del nostro primo cittadino? Ce ne sono più di una!

La prima sicuramente è quella economica; la possibilità di un risparmio nel bilancio comunale! Per i signori politici i bilanci amministrativi sono più importanti degli esseri umani!

La seconda è senz'altro quella politica! Come potrebbe essere altrimenti? Questi cittadini non portano voti concreti e quindi è opportuno che si stanzino sei milioni per le strade o per altre opere volute da associazioni che percorrono politiche più vicine a chi detiene il potere decisionale nell'amministrazione comunale, piuttosto che soddisfare le esigenze reali di chi non porta voti (anche se è nell'indigenza più assoluta)!

Ma non passerà per l'anticamenta del cervello dei nostri amministratori la necessità di predisporre un tetto sotto cui mettere i senza tetto che copra tutto l'arco dell'anno e sia stabile e duraturo nel tempo?

È troppo chiedere che nei bilanci, che tanto amano fare per soddisfare le loro esigente politiche, sia compreso un capitolo che dia questa possibilità?

Giampiero Tamburi (Perugia: Social City) (Leggi qui)


 Il verde pubblico a Perugia: questo sconosciuto!

Un ramo si schianta da un albero del piazzale della scuola G. Cena in via Dalmazio Birago? Nulla di eccezionale? E cosa ci si poteva aspettare di diverso?

Se proprio volessimo essere sinceri e dire la pura verità, non ci sarebbe da raccontare molto sul verde della nostra città perché il suo stato precario si capisce benissimo dai disastri che ogni giorno (e più volte al giorno) si leggono dai giornali.

Ma, se proprio volessimo fare maggior chiarezza di come stanno le cose e di come il Comune lo gestisce, cominciando dal suo assessore che ne ha la delega fino al sindaco che fa finta di non vedere, alcune considerazioni ci corre l'obbligo di doverle fare.

Da molto tempo la nostra associazione, "Perugia: Social City", se n'è accorta di come il verde pubblico viene gestito a Perugia e sa anche che la questione è molto pericolosa (se non addirittura tragica) per la sopravvivenza del medesimo!

Cominciamo con il dire che la ricchezza della città, in quanto al verde, è immensa e non è solo quella dei parchi più blasonati.

Nella legislatura passata, ad opera dell'allora vice sindaco Urbano Barelli, fu fatto un censimento delle aree della città e, senza contare quelli che noi chiamiamo "mini parchi" perché talmente esigui come superficie (ma ugualmente importanti per ciò che rappresentano) si evidenziò il numero, più o meno, di circa 300 spazi.

Poi, dopo il lavoro, la spesa di energia ed economica fatta per rendersi conto di quale importante superficie si stava parlando, il vuoto più assoluto e di conseguenza, la poca conoscenza che si poteva avere all'epoca svanisce in una nebbia dove, per la politica comunale, è difficile muoversi stabilendo, di fatto, un corretto protocollo di interventi mirato ad essere efficace per offrire un servizio necessario alla collettività tanto per un benessere materiale quanto intellettuale, sociale e culturale della medesima.

In pratica quello che sta facendo la politica comunale è il muoversi freneticamente in mezzo a questo (per loro) oscuro problema. Cercando di "tamponare" solamente le numerose denunce che quotidianamente dai cittadini riceve per i danni che si verificano, provocati esclusivamente dall'inevitabile incuria che la loro oscura visione gli nega di prevenire.

Il pratica è il famoso serpente che mangia se stesso dalla coda! (leggi qui)


 IL CENTRO STORICO?

Questa è la grande attenzione da parte dell'amministrazione comunale per quella parte della città!

E poi l'esimio assessore con delega ha il coraggio di dire "Tutto va bene nella gestione del verde pubblico"! (leggi qui)


 QUALCHE VOLTA LE OMBRE PRENDONO FORMA!

"Vengono a cena ospiti importanti. Imbandite la tavola con il servizio buono"!

Ridendo, ma la cosa è serissima, si potrebbe interpretare in questo modo il comportamento dell'amministrazione comunale in questo frangente.

Non far cadere i ciclisti nelle tappe del giro d'Italia che territorialmente, in città, ci riguarda è un dovere!

Ci mancherebbe altro! Ed è per questo che in sindaco di Perugia ha pensato bene di "tappare" le buche delle strade, sempre negate, che devono percorrere i ciclisti!

Vi ricorderete che anche alcuni anni fa fu fatta la stessa cosa. Infatti anche via della Pallotta, tra le altre vie, fu rimessa a nuovo.

Da tutto questo comportamento, alquanto strano, se non altro di dubbia amministrazione, una verità viene a galla: l'asfalto delle strade della città fanno "schifo" e il sindaco se ne è reso sempre perfettamente conto se si dà da fare per "lisciare" l'asfalto in questa occasione!

Quello che lascia perplessi e che emerge con chiarezza, sempre dal nostro amato sindaco e da tutta la giunta che gli va appresso,è che questi signori considerano i cittadini, da loro amministrati, un gradino di importanza sotto ai corridori che si apprestano a percorrere le strade di Perugia.

Dietro questi fatti non c'è alcun dubbio che le ombre prendono forma e diventando tangibili realtà di un modo di amministrare il benessere pubblico che lascia dell'amaro in bocca! (leggi qui)


Costituire una Consulta del verde pubblico?

La Morbello l'ha chiesta in commissione e vuole che venga portarla in discussione in Consiglio come ordine del giorno!

Certo. La richiesta non è sbagliata, in teoria sarebbe una consulta che darebbe una spinta essenziale alla gestione corretta del verde pubblico.

Ma in pratica cosa significherebbe?

La prima cosa che mi viene in mente è quella che abbasserebbe (di molto) il potere decisionale dell'assessore che ne ha la delega perché il doversi confrontare con consiglieri dell'opposizione ( la Morbello di fatto appartiene al M5s) sarebbe, per lui e per la sua maggioranza (centro destra), una dolorosa martellata sui calli in quanto le decisione che si prenderebbero, in quella novella Consulta, dovrebbero essere divise e questo tipo di divisioni, in politica e anche all'assessore competente, non sarebbero per nulla gradite!

Come finirà?

Non ci vuole la sfera di cristallo per saperlo!

Dopo mesi e mesi (se non anni) che aspetteranno per vederlo all'ordine del giorno di qualche Consiglio comunale, tutto finirà nel dimenticatoio e seguiteranno a gestire (male) come prima il grande problema del verde pubblico. (leggi qui)


Come siamo arrivati a questo punto?

No c'è che dire, l'appello del bambino al nostro amato sindaco è commovente; da una parte mentre dall'altra è una sirena assordante che urla all'amministrazione comunale la sua inefficienza nel gestire le problematiche che distruggono il patrimonio del nostro verde pubblico!
La politica, nella nostra città, è soprattutto di facciata. Grandi proclami di interventi intenzionali da effettuare che hanno tutta l'aria di mettere tutto a posto mentre, nella realtà si comportano come uno stile architettonico a cui interessa solo la facciata mentre il resto dei tre quarti dell'edificio langue in una povertà di stile impressionante!

Quando mai finirà questo modo di gestire perugia?(leggi qui)