LE "MINCHIATE" POLITICHE!

    I "...bla...bla...bla" della politica comunale:

"Perugia: Social City"

DEHORS: il "comunevirus" del Comune!

Piove, non solo sui spazi dei bar all'aperto, in Corso Vannucci, ma anche in Consiglio comunale!

Tutto previsto!

Nella nuova maggioranza basta un alito di vento per far schiantare e cadere a terra, alcuni rami importanti. Figuriamoci poi se questo "alito di vento" riguarda la noncuranza per quanto riguarda il lavoro svolto da ex assessori che non contano più granché; anche se ancora fanno parte della cosiddetta maggioranza politica!

Non sono sicuro che tutti abbiamo capito che la politica; a tutti i livelli e maggiormente sui Consigli comunali, soffre di tutti i virus possibili che determinano una "staticità" paurosa nel risolvere i veri problemi delle città.

Perugia non fa eccezione! "Dove natura crea la politica distrugge"!

Sembra che l'unica strada che vogliano portare avanti i nostri politici/amministratori comunali, riguarda ciò che per gli imperatori romani era la strategia "Panem et Circenses". Solo che qui da noi in definitiva è solo "Circenses" perché il "Panem" (il lavoro) manca copiosamente.

(foto e articolo dalla Nazione-cronaca Perugia del 29/01/20)

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"Perugia: Social City"

Nella I° Commissione permanente...LA MAGGIORANZA...si "incarta" su se stessa!

Un pezzo si "lacera" ed abbandona l'aula!

Ma poi cosa vogliamo e pretendiamo?

"L'un contro l'altro armato,
Sommessi a lui si volsero,
Come aspettando il fato;
" (5 maggio).

Casaioli (che si aggrega all'opposizione) vs Pastorelli,? Ci sta!

Tutto è aspettare con calma quando si riunirà il Consiglio comunale dove, "Re Mizzi II" batterà il bastone di comando al suolo, dettando la propria sentenza (politica; si capisce) e facendo capire alla Casaioli che così non va.

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"Perugia: Social City"

Caso Nilo Arcudi?

Una vergogna per la città di Perugia!

Socialmente e moralmente la regredisce, mettendola in condizioni di diventare anche, sotto certi aspetti ridicola, perché non si ammette apertamente la verità di questo continuo rimbalzo da una parte quanto dall'altra, di fare quel famoso passo indietro che, in effetti, dal punto di vista politico ormai ha molto il sapore di "arlecchinata".

Quello che manca a tutti i nostri attori di questa, ormai, diventata commedia satirica, è la sincerità!

Le motivazioni, cantate e ricantate, da chi ha messo in piedi questa diatriba, motivandole come necessarie per definire il ruolo dell'istituzione comunale nel contrastare le eventuali infiltrazioni mafiose, fanno acqua da tutte le parti perché hanno il sapore di modeste scuse ridondanti e vuote.

Serve unità di tutte le forze politiche in Comune per arrivare a questi presupposti e non la realtà che si sta vivendo in questo misero comportamento delle parti perché non si ha il coraggio di dire, appunto, la verità: si vuole da parte delle sinistra, la condanna di Nilo Arcudi per il suo passaggio dalla sinistra alla destra politica e che sia come monito alla future mosse chi un qualunque altro politico che si azzardasse a percorrere gli stessi passi.

Dove vogliamo andare con una amministrazione comunale di siffatta specie?

Giampiero Tamburi

"Perugia: Social City"

Il caso Nilo Arcudi: "DOPO DI ME IL NULLA!"

A questo punto, comunque, una testa deve cadere!

Tutti chiedono, gli uni agli altri, "un passo indietro"!

L'opposizione compatta per bocca della Bistocchi chiede a Nilo Arcudi, il quale non è minimamente indagato e nulla gli viene contestato, le sue dimissioni da Presidente del Consiglio perché Perugia lo ha già giudicato (ma giudicato su cosa? Sul suo cambio di casacca; dalla sinistra alla destra o cosa?), mentre la maggioranza (sembra anche loro compatti) chiedono un passo indietro alla Bistocchi!

Tutta questa compattezza nel chiedere gli uni agli altri "un passo indietro", sta sclerotizzando una situazione e il suo sviluppo, andando verso una conclusione che sta sfuggendo di mano a tutti rendendo evidente come, gli attori di questa "farsa politica" siano intenti, più che a cercare di amministrare secondo la propria scienza e coscienza la città, a trovare stratagemmi per accentuare ancora di più divisioni politiche e sociali che in fin dei conti, sono rivolte sicuramente a svantaggio dei cittadini che amministrano! (leggi l'articolo)

"Perugia: Social City"

"SIAMO UOMINI O CAPORALI?"

No perché se agiscono da caporali tronfi del proprio piccolo ruolo allora dobbiamo togliere i gradi a chi non è capace di organizzare le truppe in maniera adeguata e consona al ruolo che gli compete ma se siamo uomini, come a me sembra, allora dobbiamo ragionare con imparzialità ed intelligenza non cercando vendette che nulla hanno a che fare con la situazione messa in ballo.

Che la seduta nella seggiola della presidenza del Consiglio comunale di Nilo Arcudi fosse il risultato di un movimento "Do ut des" si era capito anche troppo bene dall'inizio ma, per la cosa come sembra essere stata fatta e cioè nel rispetto delle regole e soprattutto nel reciproco rispetto delle parti nei confronti di chi li ha votati, non c'è nulla da eccepire.

Allora, se l'alzata di scudi dell'opposizione nel fare lo "sgambetto" al presidente del Consiglio non si riferisce alle vendicative motivazioni di parte, risulta proprio una questione del tutto incomprensibile.

Incomprensibile perché da queste parti si ha ancora fiducia nelle forze dell'Ordine e nella Magistratura le quali, se ci fosse stato un minimo sospetto che le dichiarazioni mafiose che mettevano in mezzo l'Arcudi fossero veritiere, crediamo sinceramente che non avrebbero aspettato nemmeno un secondo (perlomeno) ad indagare il soggetto.

Poi, per quanto mi risulta, siamo ancora in uno Stato di diritto e quindi, se non viene provato il contrario, si è sempre innocenti; difronte alla Legge e difronte alle Istituzioni (anche a quelle comunali). (leggi l'articolo)

Giampiero Tamburi

"Perugia: Social City"

DEMOCRAZIA?

Il fare democratico non abita da quelle parti!

Massimo Pici (consigliere comunale) viene processato dai probiviri del suo gruppo politico perché ha chiesto le dimissioni di Nilo Arcudi da presidente del consiglio.

Come il partito comunista italiano (e non solo) faceva con i propri dissidenti: processava e buttava fuori (se non peggio) per indegnità ideologica.

Pici ha solo il torto di sentirsi moralmente più vicino alla coscienza della Polizia di Stato a cui appartiene che a quella di amministratore comunale.

Qui non centra la colpevolezza o dell'innocenza di Arcudi (nella quale innocenza io credo) ma solo un modo di condurre gli affari interni di un gruppo politico del tutto incomprensibili.

Giampiero Tamburi

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Una "minchiata" politica comunale abbastanza recente:

LA ROTATORIA A FERRO DI CAVALLO!

Il Consiglio comunale vota all'unanimità favorevole per farla, perché come anche detto dall'assessore Numerini è fondamentale per snellire il traffico per via della stadio (...e bla...bla...bla...) poi, per lo stesso Ente è irrealizzabile e attraverso i suoi tecnici, dà lo "stop" per una serie di motivi che va dal tecnico all'economico (non mi sarebbe minimamente passato per l'anticamera del cervello che anche il mio Comune soffrisse di arteriosclerosi!).

Ma, signor Sindaco, prima di portare la faccenda al voto del Consiglio questi "impedimenti" non li avevate visti?

Certo che si! Però, dato che ai cittadini bisogna comunque far vedere il cesto delle "offerte politiche" sempre pieno, per il prestigio personale dei nostri signori amministratori/politici del Comune, anche se dentro ci sono delle colossali balle va bene uguale: i cittadini si bevono tutto ed hanno la memoria molto corta (peccato che tutti non siano così!)

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