LA PERUGIA SVELATA.

PERUGIA E I SUOI PROBLEMI

UN IMPEGNO CONCRETO!

Il nostro intento, con questa pagina, è quello di portare alla luce la verità dei reali comportamenti che ci sono sotto a quello che ci racconta la politica dei partiti per quanto riguarda le pur vere ma superficiali constatazioni del degrado e dell'incuria lasciate avanzare dalla poca e malfatta manutenzione che l'amministrazione comunale effettua sul verde pubblico, sull'atteggiamento di quasi noncuranza del degrado dei quartieri che avanza inesorabile, sulla quasi nulla capacità di far fronte per fermare la prostituzione, la criminalità, lo spaccio della droga e del malcostume di soggetti asociali che recano dei danni alla città ma soprattutto ai cittadini.

Siamo convinti che questo nostro impegno potrà, in qualche modo, far cambiare prospettiva di intervento alla politica comunale, concretizzando ancora maggiormente ciò che la stessa può e deve fare, per garantire ai nostri concittadini la massima sicurezza possibile.

Giampiero Tamburi


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 Gli innaffiatoi del centro storico:

RASOIO DI OCCAM O SOLUZIONE RIDICOLA?

Il grandissimo problema delle minzioni nei vicoli del centro storico di Perugia deve essere risolto, ma come?

Dice il principio del "rasoio di occam" che la soluzione migliore da prendere per risolvere un problema è in genere quella più semplice da adottare!

Verissimo! Ma se questa soluzione fosse ragionevolmente intelligente: cosa che a noi di "Perugia: Social City" non sembra quella di mettere a disposizione per i cittadini deboli di vescica che urinano in ogni angolo e vicoli del centro storico di Perugia, dopo una notte passata a schiamazzare ed a ingurgitare litri di birra per amore della raggiunta libertà dopo la pandemia!

Perdonateci ma a noi ci sembra più che altro la soluzione dell'amministrazione comunale di nascondere la spazzatura sotto il tappeto, per poi inciamparvi quando questa è diventata troppo ingombrante!

Altra soluzione possibile. Qualcuno consiglia di mettere dei wc chimici monitorati da personale addetto. Benissimo, bella idea! A questo punto però sorge spontanea una domanda: ma questo personale che monitora questi wc va anche in giro per i vicoli del centro a convincere gli organi di smaltimento rifiuti liquidi di questi giovani che è più bello farlo dentro un wc chimico che nel vicoletto scelto da loro?

Signor sindaco, signori assessori, si può fare di meglio!

Come sempre le soluzioni dell'amministrazione comunale della città, nascono e si sviluppano verso soluzioni che sembrano tali mentre, invece, sono sostanzialmente azioni temporanee di rimando del problema perché, come al solito, non sanno che "pesci" pigliare!

Giampiero Tamburi


 AGGRESSIONE A FONTIVEGGE:

Nuova ipotesi di lettura politica.

Nei giorni scorsi, un cittadino è stato minacciato di morte, in piazza del Bacio, da gente che con il loro cattivo atteggiamento, neanche dovrebbe calpestare il suolo della nostra città. È scontato e neanche ci sarebbe da spenderci una parola, che questi individui non possono stare nella nostra città!

Altro episodio verificatosi, sempre nella stessa piazza, come dal racconto della stessa persona che ha subito l'aggressione, il giorno 9 giugno, la banda di cui fa parte il medesimo individuo è stata vista impegnata in una rissa a bottigliate.

Leggendo il fatto nella cronaca locale mi sono reso conto però che è stato solo riportato il fatto accaduto nudo e crudo, senza che nessun giornale (di quelli che ne hanno dato notizia) ha commentato l'accadimento dal lato politico.

"Perugia: Social City" conosce, come tutti i cittadini, i fatti incresciosi e pericolosissimi che accadono in quella zona di Perugia e non possiamo fare altro che esternare il nostro rammarico per una quasi totale incapacità delle autorità comunali di porvi i dovuti rimedi, secondo le competenze che la legge gli autorizza.

Sono molti anni che ci provano senza il ben che minimo successo!

Fermo restando che quello che è accaduto al residente è una cosa grave ed è un fatto che dovrebbe essere e sicuramente lo sarà, sanzionato dalle Forze dell'Ordine nel modo più rapido possibile: tanto più che si parla dell'ipotesi di telecamere che avrebbero ripreso la scena della tentata aggressione e quindi rilevabile in modo inequivocabile, è opportuno e necessario per tutti che si cerchi di capire, al disopra del mero fatto, il notevole significato politico insito nell'accaduto, tutto per la chiara necessità di conoscerne le cause e quindi vedere la pura e semplice realtà che si cela dietro alla semplice cronaca.

Chi ha la bontà di leggermi, avrà notato che i miei interventi scritti sui fatti e nelle situazioni di sicurezza pubblica, verde pubblico, prostituzione, ecc, sono esclusivamente volti a mettere in risalto la strumentalizzazione delle forze politiche di maggioranza dell'assemblea comunale che a tutto mirano fuorché al benessere reale dei cittadini.

Questa verità la dimostra il fatto che si sta mettendo in piedi, dando risalto ad alcuni interventi piuttosto che ad altri, una manipolazione dell'oppinione pubblica, per la necessità di alcuni partiti della maggioranza che governano le problematiche comunali, onde poter giustificare un futuro atteggiamento, da sempre xenofobo e razzista, volto ad atti di estrema repressione per certi persone da loro sempre indesiderate.

Questo tipo di strategia è dimostrata dal fatto che da qualche tempo a questa parte fanno in modo che si parli solo di negozi etnici che non rispettano le regole anti-covid (come se non ci fossero esercizi pubblici non etnici che si comportassero fuori dalle regole); che lo spaccio della droga fosse solo un mercato gestito da extra comunitari e simili (come il nigeriano che nel suo appartamento di via dei Filosofi sono stari rinvenuti 12 chili di droga) quando sappiamo benissimo che i signori che gestiscono questo fiorente mercato, sono di tutte le nazionalità compresa quella italiana; che la prostituzione veda nelle strade solo donne di colore o extra-comunitarie mentre non fanno cenno ai così detti gestori del mercato che sono strettamente legati alla malavita organizzata europea (se non molto spesso italiana) i quali si spartiscono i lauti guadagni ricavati; e così via per altre questioni criminali locali e non.

C'è poi un altro importante aspetto che interessa il lato politico della questione assolutamente da non sottovalutare.

Come si diceva, piena solidarietà al cittadino residente in quanto tale ma, quando si parla di un "cittadino-sentinella", la questione si fa molto più complessa e fuori da qualsiasi scema che autorizzi un possibile intervento sotto questa forma.

Cosa significa essere definito "sentinella"?

Chi ha dato questa qualifica ad un cittadino qualsiasi autorizzandolo a comportarsi in tale modo avvalendosi di quella qualifica?

È stata una certa parte della politica della città o questa "sentinella" agisce per conto delle autorità perché nominata dalle Forza dell'Ordine o dalla Magistratura per tale controllo?

Certo, un cittadino che si imbatte in certe faccende ha quasi l'obbligo, se se la sente e ne ha la forza, di far intervenire chi di dovere ma, preso come un dovere civico e non perché chiamato come "sentinella" da chissà quale presunta autorità a compiere un lavoro che non è specifico di una pseudo mansione data non sapendo con precisione da chi è stato qualificato come soggetto di un non ben definito "corpo di vigilanza".

Giampiero Tamburi  


Il degrado di Perugia, storia vecchia ma sempre nuova.

 Siamo costretti a raccontare sempre le stesse storie perché sono le stesse storie che la politica che amministra Perugia ci fa raccontare.

Non è la prima e non sarà l'ultima volta che noi di "Perugia: Social City" dovremo, forse sarebbe meglio dire costretti, a disquisire sullo stato precario di estremo degrado della palazzina che ospitò la circoscrizione comunale del quartiere della Pallotta, in via Giambattista Vico.

Una piccola cosa, nei confronti di ciò che è il degrado lasciato avanzare nella città da delle amministrazioni comunali che sembrano volgere il loro sguardo su faccende di partito ben più politicamente interessanti delle piccole questioni che riguardano direttamente il buon vivere dei cittadini, come quella che stiamo, per l'ennesima volta, denunciando.

Non è certo il degrado di grandi dimensioni che si può notare a prima vista camminando per il quartiere, motivo di una evidente risonanza mediatica, come la questione dell'abbandono e dell'incuria delle ex segreterie universitarie in via Tuderte, dell'ex capannone della motorizzazione in via Palermo, della sede ex Telecom che si mangia, con il suo degrado, quasi tutta la parte sinistra di via Jacopone da Todi o altre sconcezze celebrate ma, forse, si dovrebbe prendere in considerazione il fatto che le grandi questioni diventano tali essendo state in principio piccole cose!

Via Giambattista Vico è una piccola via traversa a via della Pallotta.

Una via che dal punto di vista della viabilità dice poco o nulla perché è chiusa e non ha sbocchi da nessuna parte in quanto finisce dopo qualche centinaio di metri. Ma da quello della densità abitativa è tutta un'altra faccenda. Enormi palazzi popolari costruiti dall'allora "INA-Casa" che in un tempo abbastanza lontano vennero assegnati a molte famiglie, le quali rappresentavano diverse classi di lavoratori che, ora come ora, sono per la maggior parte anziani e dove, in certi casi i loro discendenti non vi abitano più e hanno dato in affitto a stranieri dopo la dipartita degli antichi assegnatari.

Fatta questa piccola storia veniamo al dunque.

Ad un primo approccio al problema può non sembrare, per i diretti responsabili, una questione di massima importanza ma, guardando e valutandola approfonditamente ci si accorge che sicuramente è una piccola (ma non tanto) e dolorosa spina nel fianco dell'amministrazione comunale e dei nostri signori della maggioranza perché, per la sua definitiva soluzione, non sanno proprio quali pesci pigliare!

La veridicità di questa affermazione la si può dedurre dal fatto che non hanno trovato altra soluzione, per scrollarsela di dosso(!), se non l'assurdità di mettendola in vendita!

Ridicolo!

Ma veramente pensano che ci sia qualcuno disposto a comprare un complesso del genere, non parlando del fatto di come è ridotto, situato in quella zona che strategicamente non rappresenta nulla ne dal punto di vista abitativo ne tanto meno da quello commerciale?

Ma il sindaco, insieme alla sua stimata giunta, non farebbe cosa buona e giusta mettere a posto quell'immobile e farlo gestire da qualche associazione che si occupa dei senza tetto, magari distribuendo dei pasti caldi e dare assistenza, notturna e diurna, a gente bisognosa?

Ma forse, visto come si comporta con le chiusure dei ricoveri per questa gente, è chiedere troppo! La "coscienza politica di partito" dei nostri amministratori non arriva a comprendere tanto e comunque, considerata dal loro punto di vista, non è remunerativa per i possibili voti da "intascare".

Giampiero Tamburi



NO ALLA CHIUSURA DEL DORMITORIO!

(per una questione morale e per una questione politica)

Domenica 23 maggio, alcuni ospiti del Cva dei rimbocchi hanno manifestato il loro disappunto per la chiusura della struttura che li ha ospitati fino a che il sindaco non ha deciso di far venire meno questo benessere per i suoi cittadini senza tetto semplicemente con una delibera, la quale, qualifica inconfutabilmente l'amministrazione comunale per quello che in effetti è.

La ragioni di questa decisione da parte del nostro primo cittadino? Ce ne sono più di una!

La prima sicuramente è quella economica; la possibilità di un risparmio, a qualunque costo, nel bilancio comunale che al momento opportuno gli faccia dire quanto sono stati bravi a risparmiare!

Dimostrazione lampante che per i signori politici i bilanci amministrativi sono più importanti degli esseri umani!

La seconda è senz'altro quella politica! Come potrebbe essere altrimenti? Questi cittadini non portano voti concreti e quindi, a idea loro, è più opportuno e politicamente corretto (!) che si stanzino sei milioni per le strade o per altre opere volute da associazioni che percorrono strade più vicine alla politica di chi detiene il potere decisionale nell'amministrazione comunale, piuttosto che soddisfare le esigenze reali di chi non porta voti (anche se, con tale atteggiamento resta nell'indigenza più assoluta e pericolosa per la loro sopravvivenza)!

Ma non passerà per l'anticamera del cervello dei nostri amministratori la primaria necessità di predisporre un tetto sotto cui collocare queste persone che copra tutto l'anno e sia stabile e duraturo nel tempo?

Strutture abbandonate all'incuria più assoluta, che siano idonee allo scopo una volta sistemate, ce ne sono a vagoni in città!

È troppo chiedere che nei bilanci, che tanto amano fare per soddisfare le loro esigenze politiche, sia compreso un capitolo che dia questa possibilità concreta di realizzare questo dormitorio pubblico?


 FONTIVEGGE; ETERNAMENTE FONTIVEGGE!

Sembra quasi soprannaturale la capacità della zona di Fontivegge di risorgere dalle proprie ceneri (criminali), dopo ogni volta che le forze dell'ordine si impegnano ad azioni concrete di repressione sulla criminalità di quella parte di Perugia.

Comunque, se poniamo attenzione ed abbiamo la capacità di ripercorre, con i ricordi, a ciò che l'amministrazione ha tentato di fare per togliere di mezzo questa piaga della città, non possiamo meravigliarci più di tanto.

Sarebbe ipocrita il contrario perché nel corso di decenni abbiamo visto, uno dopo l'altro, fallire tutti i miseri tentativi fatti dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute, interessandosi (solo politicamente) all'enorme problema di quella parte della città!

Forse (o sicuramente) il motivo del proprio fallimento è dovuto essenzialmente ad una prospettiva solamente di matrice politica (e non sociale) che hanno voluto e saputo mettere in atto, pensando che ciò bastasse a togliere di mezzo, la prostituzione, lo spaccio di droga e la criminalità (micro o macro è la stessa identica cosa) da quella zona.

Non come ultimo atto aprendo, nella zona, una sezione di un partito politico della maggioranza; con la presunzione di pensare che quella mossa di convenienza squisitamente politica e sicuramente non sociale, bastasse ad intimidire i soggetti in questione.

Certo è che il sindaco seduto nello scranno del suo ufficio non si dovrebbe sentire molto comodo nel pensare che inutilmente fino dalla sua prima elezione nel 2014 ha dichiarato di metterci la faccia nel sanare, definitivamente, questo problema e che oggi, maggio 2021, ancora si ritrova sulle spalle questo enorme peso perché tutti i tentativi fatti si sono resi del tutto vani!. (leggi qui)