L’ILLUSIONE DI UN OBBIETTIVO!

12.02.2020

È di questi giorni che si parla di un grande progetto dei Clubs Rotary di Perugia che, con il coinvolgimento della Regione Umbria, la Usl Umbria 1, il Comune di Perugia e l'Ufficio Scolastico Regionale, con il quale intendono sensibilizzare i giovani sul grande problema della "ludopatia".

Obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i medesimi alla problematica del gioco d'azzardo.

Non potevano fare di meglio ma, purtroppo, con questa iniziativa sembra di veder combattere Don Chisciotte contro i famosi mulini a vento!

È come dire a i giovani e non solo a loro perché la ludopatia è purtroppo una malattia che prende tutti; dai giovani ai pensionati, di non camminare sul fango per non sporcarsi le scarpe quando non si fa nulla, o quasi, per togliere quel fango messo lì, oltre che per la ludopatia anche per quanto riguarda l'alcolismo e il tabagismo, dallo stesso Stato che, per ragioni prettamente di interesse economico, mandano in malora la salute, sia psichica che economica di una enorme parte della collettività.

Alla fonte si dovrebbe intervenire per arginare queste tremende piaghe sociali che toccano tanta parte della popolazione!

Ma, forse, questo non è possibile perché bisognerebbe avere il coraggio di andare contro tutti i nostri "Patres conscripti"; che siano o no delle nostre stesse convinzioni politiche!

Lo Stato che con il suo atteggiamento, ipocrita e dissennato, di fatto, favorisce l'incremento del giro del gioco d'azzardo in nero organizzato delle varie mafie con cui si procurano lauti guadagni illeciti sulla pelle dei cittadini.

Definire il comportamento incomprensibile dello Stato nei confronti del suo atteggiamento per la ludopatia (e ripeto anche per l'alcolismo e il tabagismo) è un estremo eufemismo perché se da un lato finanzia campagne contro questi tipi di eccesso, dall'altro accetta una lauta fonte di guadagno, per le pesanti imposte applicate, favorendo una continua e pesante ricarica innovativa sui giochi d'azzardo che vanno dai concorsi alle scommesse; passando per i vari "gratta e vinci" alle slot machine e quant'altro necessario a rimpinguare l'erario statale!

Ma poi, oltre il danno anche la beffa!

Lo Stato si giustifica dicendo che la tassazione sui giochi e', essa stessa, una forma di dissuasione verso l'azzardo, ma in realtà se venissero meno i tributi garantiti dalle tasse sui giochi si aprirebbe un buco nel bilancio.

Non è una esagerazione dire che la cifre che finiscono nelle casse erariali sono composte di molti...moltissimi zeri.

Somme a cui nessuno è pronto a rinunciare.

E dov'è quindi in vero interesse dello Stato a limitare la diffusione di concorsi, scommesse e slot?

Lo Stato ci guadagna e resta solo a guardare anzi: è decisamente parte attiva!

Sinceramente credo che per questa fondamentale contraddizione di comportamento, dal gioco d'azzardo non saremo mai capaci di tirarcene fuori.

Giampiero Tamburi